sabato 18 novembre 2017

STATUA DEDICATA A BUD SPENCER




E' stata inaugurata l'11 novembre una statua commemorativa dedicata a Bud Spencer, nome d'arte di Carlo Pedersoli.  Dove? In Ungheria, a Budapest. 

 L'attore è stato ed è ancora amatissimo in quel paese (così come in diversi altri) e di conseguenza è stato ritenuto opportuno omaggiarlo con questa enorme statua di due metri e trenta che lo ritrae nel suo celebre ruolo in "Trinità".  E' un gesto veramente molto bello ma questo non può non farmi riflettere che sia stato fatto là, mentre qui niente di niente: in Ungheria è stato reso un omaggio ad un nostro connazionale, dettato dall'affetto e dalla stima che però è qui che in primis dovuto concretizzarsi.

In Ungheria erigono statue a Bud Spencer. In Italia, riempiamo le città con quelle merde rosicchiate fatte da Pomodoro (se cercate lo "scultore" Pomodoro capirete).   Porca puttana, poi dicono che uno non deve incazzarsi....

sabato 28 ottobre 2017

IT (2017) Recensione con Spoilers





Ed eccoci a parlare di IT, la prima versione cinematografica di una delle pietre miliari della bibliografia di Stephen King.  Non lo definisco un remake perchè non lo è, in quanto di altri film non ce ne sono stati: quello visto in Tv era appunto una miniserie in due parti nata anche in America per la televisione.

Hanno toppato, mi spiace dirlo e per i motivi più beceri.

lunedì 9 ottobre 2017

ANGOLINO OCCULTO: DRAUGR



Art by  Satanoy



"Draugr" è un nome che per i più non significava niente ma che è diventato in anni recenti abbastanza conosciuto, almeno per quel che riguarda l'ambito dei videgiocatori, in quanto nome di un mostro comunemente incontrato nel videogioco "Skyrim".
 In realtà, come spesso accade in questi casi, la maggior parte di chi conosce quel Draugr non sa che il nome è quello di una creatura antica e davvero spaventosa nel folclore norreno, dalla quale Skyrim ha preso ispirazione.


venerdì 29 settembre 2017

ESCE IL FILM DI MAZINGA Z E LO FANNO COSI'


E dopo mesi di assenza rieccomi.   Non sono morto, ma purtroppo la stagione estiva è per la mia salute l'equivalente della Kryptonite ed ho messo in pausa sia il blog che il gamplay del Getter Robo.

Dunque, fanno il film di Mazinga Z e già io temevo qualche vaccata dal vivo ma invece si tratta di un film d'animazione e "animazione" mettiamola molto fra virgolette perchè hanno usato computer grafica a badilate.  Niente di interessante nemmeno come trama (apparentemente un seguito alternativo alla serie originale, ambientato dieci anni dopo dove tornano il Dottor Hell ed il Barone Ashura. Che originalità dirompente), tuttavia la parte per me allucinante è stato il design del Mazinga.

E' quella roba lì che vedete in foto.

Porca puttana ma come si fa a considerare buono un design del genere?! E tanto per chiarire no, non è raffigurato danneggiato ma è realmente così, con delle pannellature completamente alla cavolo che gli danno quell'accattivante look del "mi hanno preso a martellate per una settimana e la corazza mi sta andando chiaramente in frantumi".  
 Io non ho niente sul "meccanizzare" un pò di più il design Mazinghiano, però usando un pò di criterio: vuoi metterci delle pannellature? Ok ci sto, ma fagliele che diano almeno l'impressione di avere un utilizzo plausibilmente pratico, più logico.
Esempio a caso, tipo questo


Ce li vedo invece i meccanici a fare il puzzle ogni volta che devono riparare una sezione di quel roito frantumato..... Mah....

giovedì 18 maggio 2017

GETTER ROBO DAIKESSEN: Io che faccio un gameplay?




Eh si, io faccio proprio un gameplay. Precisiamo però che non ho intenzione di diventare uno Youtuber ne che questo (almeno a parer mio) mi qualifichi come tale.
 Il mio approccio al riguardo si può riassumere in "guardate che bel gioco: purtroppo da noi non lo conosceva praticamente quasi nessuno, quindi ve lo mostro io".

 Il gioco in questione è "Getter Robo Daikessen", un vecchio strategico a turni per Playstation (la prima), risalente al 1999; è solo ed unicamente in giapponese ed è una di quelle cose che se l'avessero tradotta almeno in inglese, in almeno tre paesi europei all'epoca avrebbe fatto un botto assurdo Italia inclusa, visto che Getter Robot qua è arrivato. Certo, il Getter non ha fatto parte dell'immaginario collettivo nostrano come i Mazinga, Goldrake e Jeeg, però di passate sulle tv locali ne ha fatte parecchie.
 Che dire, sarà uno strategico a turni quindi il ritmo di gioco sarà lento ma ho tentato comunque di non annoiare troppo, così come ho deciso di pubblicare un episodio ogni 3/4 giorni. Detto questo e dopo essermi concesso un minimo di autopromozione (mi sento in imbarazzo a farmi pubblicità, è strano lo so.... però insomma, almeno sul mio blog posso ahahahahahah), vi saluto e se eventualmente vi interesserà vedere questo gioco (attualmente in corso, mentre scrivo), mi farà piacere ^..,^

martedì 11 aprile 2017

Filosofeggiare e metafore al cinema... E basta!



Questo sarà un posto molto breve, scritto velocemente e che si può riassumere in una domanda "Ma solo a me ha rotto i coglioni l'uso e l'abuso di fare film dove il tema è solo un pretesto per raccontare altro?"

Ormai è quasi una prassi che non vai più a vedere un film ad esempio di fantascienza e ti becchi l'avventura spaziale o comunque qualcosa di intrattenimento: no, ti becchi un film dove la fantascienza è solo una facciata, una scusa per raccontarti il pippone moralista e filosofico di turno. Vedi il trailer su un ragazzino sfigato che incontra un mostro enorme che sembra Groot dei Guardiani della Galassia e sulle prime dici "wow, interessante: da dove viene fuori il mostro?", ma alla fine del trailer ormai hai capito che il mostro non esiste e che è tutta una metafora per illustrare la difficoltà del bambino verso il fatto che sua mamma è malata terminale... Ma vaffanculo! (tra l'altro se un ragazzino vedesse le cose realmente come le mostrano nel film, avrebbe dei problemi seri e gli servirebbe un aiuto psicologico).
 Ragazzi, che palle! Chiariamo che io non ho niente contro il voler lanciare un messaggio tramite un film, tutt'altro: solo che può essere fatto meglio ed E' STATO fatto meglio in passato.
 Gli zombie di George Romero (e successivamente quelli del fumetto di The Walking Dead) erano il pretesto per mostrare le reazioni degli esseri umani, la morale comune in una situazione disperata. E' la stessa cosa che sto criticando? No, perchè la differenza sta che quelli possono ANCHE essere tranquillamene visti esattamente solo per quello che sembrano: film di zombie.
 Il Gigante di Ferro è una metafora sulla paura, sulla paranoia e sulla capacità di poter scegliere ma il Gigante è vero, non è frutto dell'immaginazione del protagonista ed il film può essere visto ANCHE solo come una bella storia di amicizia e di azione. 
 Potrei andare avanti per molto ma in sostanza è che ora si vogliono fare pipponi moralisti e profondi mascherati da film di altro genere, mentre la maniera giusta dovrebbe essere fare film che trasmettono anche un messaggio. Il recente "Arrival" ed il vecchio "Incontri Ravvicinati del Terzo Tipo" sono un esempio lampante del modo sbagliato e del modo giusto di fare questo.
 
Il discorso vale anche per certi tipi di parodia e di satira, che campa sullo sfruttare vecchi personaggi o vecchi concept come pretesto per fare satira di costume/sociale: anche lì, ormai è pieno di queste cose ma una parodia ha senso se esite come contraltare il suo originale serio. Ed ATTENZIONE, perchè l'errore che viene sempre fatto verso qualcuno che non apprezza questo tipo di show, è partire dal presupposto che costui non lo abbia capito.
 No, non è così. La satira, le motivazioni e quello che vuole trasmettere la si è compresa benissimo, solo che molto semplicemente è qualcosa di talmente inflazionato che di tutto questo ci si è ormai rotti un pò il cazzo. Se uno fa una parodia di He-Man per fare satira sociale, specialmente se disegnata benissimo, il mio primo pensiero è "che palle, sempre la solita satira e chissà come sarebbe venuta bene una serie fantasy vera con quei bei disegni: che spreco".

Insomma, sono davvero l'unico che vorrebbe mettere un freno a questo festival del pretesto gratuito? Giusto quel tanto per ristabilire un equilibrio che al momento non esiste più.