mercoledì 16 novembre 2016

Robot Americano e Robot Giapponese: due visioni inconciliabili



Essendo del 1978 io sono cresciuto nella Golden Age della televisione, per quanto riguarda cartoni animati sia americani che giapponesi, ma anche per telefilm e giocattolame vari: lo so, suona come se me stia bullando ma in realtà la mia è gratitudine verso la buona sorte e sollievo.
 Essendo cresciuto durante quel periodo, ho potuto assimilare ed imparare a riconoscere i differenti modi di concepire le storie sia del cartone animato giapponese che di quello americano ed all'epoca implicitamente si sapeva, almeno a grandi linee, lo stile che avrebbe avuto un cartone animato in base alla sua nazionalità: ormai si conoscevano i propri polli.

Una delle cose che ho imparato e della quale sono ancora fermamente convinto è che gli americani non sono capaci di creare qualcosa che coinvolga un robottone gigante, così come i giapponesi non sono in grado di creare dei supereroi come li intendiamo noi.


Partiamo dallo spiegare in cosa consiste il concetto di "Super Robot Giapponese", ma intanto cosa significa Super Robot?
 "Super Robot" è in generale quel robot meccanicamente poco tendente alla verosimiglianza, dall'aspetto molto colorato e dal design fortemente eroico, dotato di armi integrate piuttosto esotiche e bizzarre che per quanto a volte appaiano poco pratiche funzionano alla perfezione: queste armi hanno un nome distintivo e vengono spesso annunciate mentre vengono usate. Il "Super Robot" è anche resistentissimo e spesso incassa una mole di fuoco nemico che raderebbe al suolo New York.
 Detto questo e tornando alla spiegazione iniziale, qual'è l'elemento distintivo del "Super Robot Giapponese"? Il modo per come viene presentato, specialmente in relazione al proprio pilota o piloti.
 In molte storie il pilota ha un legame di tipo emotivo con il proprio Super Robot: esso può rappresentare varie cose per il pilota, che influenzano il modo con il quale lui vede quella che a conti fatti è solo una macchina.
 Per Koji Kabuto il Mazinga Z è il lascito del nonno, un potere immenso con il quale può difendere il mondo ma anche conquistarlo con facilità, se così decidesse. Mazinga Z è il ricordo e l'eredità di una persona cara, una responsabilità da imparare ad gestire con giudizio ed alla lunga viene quasi umanizzato da Koji, considerandolo una sorta di "amico" nelle cui capacità ripone la piena fiducia.
 Per Tetsuya Tsurugi il Grande Mazinga è una ragione di vita, l'affermazione della propria identità. Allevato con lo scopo primario di divenirne il pilota, per Tetsuya il Grande Mazinga è un compagno d'armi, la realizzazione di una vita di sacrifici, una propria estensione ed il mezzo per esprimere la propria ragione di esistenza, l'unica che egli conosca: combattere dando tutto se stesso. (si me ne rendo conto: l'infanzia di Tetsuya è stata fottuta alla grande)
 Per Haran Banjo il Daitarn 3 rappresenta il potere, la ribellione verso la memoria del padre ed il suo terribile lascito, verso i quali Banjo prova disprezzo e vergogna. Il Daitarn 3 è il suo strumento di vendetta ma anche la forza per succedere alla vecchia generazione e porre fine all'eredità di errori e sofferenze che questa ha lasciato alla nuova.



 Per i cinque ragazzini dei Gowapper 5 il colossale robot-base Godam rappresenta la grande avventura, la fantasia infantile che si trasforma in realtà ma che presto diventa molto di più. Per loro Godam diviene anche una pesante responsabilità che non possono però confidare e condividere con nessuno, la consapevolezza che l'avventura non è solo emozione ma che ha molti lati oscuri; Godam diviene anche il potere di fare la differenza, di contare qualcosa in un mondo che prima era solo degli adulti e del quale loro, in quanto ragazzini, potevano solo esserne in balia. Con la riproduzione digitale della coscienza del Professor Hoarai custodita nei suoi computer di bordo, Godam diviene anche un mentore, una sorta di gigantesca ed invicibile figura paterna verso la quale possono fare sempre affidamento.



 Potrei fare molti altri esempi, ma penso che vi siate ormai resi conto di come questo sia un modo molto particolare di collocare un robot all'interno di una storia. Oltre a questo, il fatto che il pilota spesso parli mentre viene inquadrato l'esterno del robot, le armi annunciate (e con una identità di sorta, avendo ognuna un nome) e l'aspetto spesso decisamente eroico e cavalleresco del robot stesso, fanno in modo che lo spettatore crei una associazione profonda fra la macchina ed il pilota, rendendo indistinto il confine fra i due che diventano come una cosa sola: non si può pensare ad Actarus senza pensare a Goldrake e viceversa. Questo è il Super Robot Giapponese.

Gli americani tutto questo non lo capiscono. Per loro il robot è solo una macchina al pari di un aereo ed un carroarmato, un'arma che se viene distrutta la sostituiscono: non c'è alcun legame fra robot e pilota, così come non c'è alcuna aura "epica" intorno intorno ai due.  Quando in rare occasioni hanno provato ad imitare il Super Robot Giapponese, si vede palesemente che si limitano letteramente a copiare qua e là pose e situazioni paro paro, ma senza capire cosa esse dovrebbero significare e trasmettere ed il risultato è inevitabilmente sterile: non lo capiscono perchè non appartiere alla loro cultura e quindi alla loro mentalità, c'è poco da fare. Noi in Italia o almeno principalmente quelli della mia generazione, lo capiamo perchè quei cartoni animati sono stati parte della nostra infanzia, della nostra formazione e li abbiamo assorbiti. In America no, perchè avevano i loro cartoni animati e quel pochissimo di giapponese che arrivò da loro fu o molto stravolto oppure era più attinente al loro concetto, come ad esempio Robotech/Macross.
  Anche il design per loro è qualcosa di alieno perchè gli americani sono molto per il Real Robot, quello verosimile, militaresco: loro concepiscono il soldato, non l'eroe a meno che questo non sia in calzamaglia.



 Una volta mi è stato fatto notare che probabilmente uno dei motivi è che gli americani non hanno mai perso una guerra e penso di essere d'accordo: loro non hanno mai avuto un nemico in casa a fargli danni in tutta la loro storia e l'unica cosa che gli si avvicina è l'11 Settembre, che però oltre ad essere recente non è paragonabile. Paragonabile a cosa? Paragonabile alla devastazione di due bombe atomiche in Giappone, oppure ai bombardamenti ed alle occupazioni che abbiamo patito noi in Europa: queste sono cose che incidono sulla mentalità di una nazione e forse è anche per questo che noi in Italia li abbiamo capiti così bene. I Super Robot degli anni 70/80 furono creati da sceneggiatori che avevano vissuto le conseguenze della Seconda Guerra Mondiale, sceneggiatori che avevano tanto da dire e che infusero nelle loro opere tutta l'amarezza, la ribellione sociale, la sofferenza ed il bisogno di un eroe che questo ha portato.

Non a caso in America stanno realizzando un film sui Power Rangers.  Ho già parlato dei Power Rangers, quindi veniamo subito al sodo: da quello che salta all'occhio, è palese come non solo venga confermato ciò che ho detto ma come ormai la fantasia sia morta, in quanto i costumi sono diventati le armature di Iron Man. Io ho ancora l'immagine degli yuppies cocainomani degli anni 80, ma ora ad Hollywood ci saranno anche degli pseudo nerd che non vedono l'ora di sfogare le proprie fantasie creative, per compensare il fatto che al college giustamente non trombavano mai. E me li vedo a dire "Aò, mettiamogli n'armatura! La facciamo come quella de Iron Man, che tanto la gente s'è abituata a quella.
La fantasia è morta: appare un'armatura? Sarà uguale a quella di Iron Man. Appare un robot? Sarà uguale ai Transformers di Michael Bay ed infatti ecco come gli americani ti fanno un Super Robot, cambiandolo da così...

Notare come pure il T-Rex lo stia osservando ammirato


A così.....


E' un fottuto disastro: non è un Super Robot, non sembra un robot componibile e non sembra nemmeno un robottone tanto per cominciare. Se da un lato è bene che quella merda di Power Rangers si separino totalmente dai Super Sentai,  questo resta comunque un esempio lampante di quello che sto affermando: non ci capiscono niente.

5 commenti:

  1. Ottima analisi.
    Io entrerei più nello specifico. Le armature dei Power Rangers nel film mi sembrano più qualcosa alla Guyver o Kakugo, per restare giapponesi... E quindi anche il robot sembra qualcosa del genere, diciamo quasi un bio-essere che ricorda più RahXephon o Evangelion rispetto ai "robottoni"

    Moz-

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    1. Non sapevo di fosse già un trailer, mi ero basato solo sulle foto: la "vestizione" che mostrano effettivamente sembra più Guyver eccetera, però sono scettico chi le abbia disegnate abbia una cultura in materia tale da essere andato a prendere riferimenti tanto specifici, poi a conti fatti il prodotto finito continua a ricordarmi l'armatura di Iron Man (invece di un grosso rombo bianco gli hanno fatto un piccolo scudetto sul petto, esattamente dove Iron Man ha la sua, tanto per dire).
      Sul "robot" hai assolutamente ragione sul fatto che ricorda i personaggi da te citati, ma l'ho chiamato "transformer" perchè ci scommetto quello che vuoi che si assemblerà in quella maniera (parti meccaniche che roteano confusamente alla rinfusa). Pure i singoli componenti sembrano le controfigure dei transformers di Bay.

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    2. Non so sull'assemblaggio, vedremo cosa faranno.
      Io anche qui mi aspetto qualcosa di meno robotico e più "plasma" o bio-tech. Vedremo...

      Moz-

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    3. Ma si, è possibile ;)
      Ma facciano pure come vogliono, tanto fino a quando rivoltano i Power Ranger e lasciano stare le altre cose, a me va bene XD

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    4. Ah, dimenticavo, grazie del commento :)

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