lunedì 3 ottobre 2016

HEROQUEST, Un gioco da tavolo epico




Posso dire che quando me lo regalarono anni ed anni fa, Heroquest entro un certo limite cambiò la mia vita e mi fece entrare nel mondo (chi ha detto tunnel?!)  del modellismo.
 Heroquest è un gioco da tavolo sviluppato nel 1989 dalla ditta Milton Bradley (che da noi è più conosciuta con l'acronimo MB Giochi e sfido chiunque a non riconoscerlo) in collaborazione con la Games Workshop: si, proprio la Games Workshop di Warhammer.


Di cosa parliamo però? In Heroquest si narrano le avventure di un gruppo di avventurieri che vengono incaricati di contrastare le ambizioni di Morcar, uno stregone malvagio che sta ammassando una grande quantità di potere e truppe per conquistare il mondo: un novello Saruman, in pratica.
Heroquest appartiene quindi al genere fantasy ed infatti rientra nella categoria del cosidetto Dungeon Crawling, ovvero esplorare sotterranei, mazzuolare mostri, raccogliere tesori ed uscirne vivi per cimentarsi nel sotterraneo successivo: non è il primo gioco da tavolo a fare questo, ma ciò che salta all'occhio immediatamente dopo aver aperto la scatola è la ricchezza della dotazione fornita, che sbaragliava e sbaraglia ancora oggi quasi qualsiasi altro titolo concorrente.
Nella scatola troviamo:

- Il Tabellone.
- 15 pezzi rappresentanti mobilia ed accessori.
- 21 porte fra aperte e chiuse.
- 66 carte comprendenti eventi casuali, schede dei mostri, tesori, magie ed equipaggiamenti.
- 2 dadi a sei facce normali e 4 dadi dedicati al combattimento.
- Alcuni cartoncini da applicare sul tabellone per rappresentare scale, porte segrete eccetera.
- Ben 35 miniature: 4 rappresentanti gli eroi e le restanti 31 i mostri.
- Lo schermo di Morcar.
- Il libretto delle istruzioni ed il Libro delle Imprese, che in pratica descrive le missioni.
- 4 schede in cartoncino rigido che descrivono i 4 eroi e le loro statistiche base.
- Un blocco di schede cartacee per i personaggi.

E' davvero un bel pò di roba e siccome parliamo della Games Workshop dei bei tempi, le miniature sono ben fatte e in plastica di ottima qualità


Non ho idea del perchè dica "47 miniature". Ribadisco che sono 35.

  Una delle novità introdotte rispetto ad altri giochi da tavolo è una componente vagamente simile a quella dei giochi di ruolo: un giocatore dovrà infatti fare le veci di Morcar e manovrare i mostri ed il tabellone contro gli altri giocatori che impersoneranno gli avventurieri: il novello Morcar dovrà seguire le direttive e le disposizioni del Libro delle Imprese, restando nascosto alla vista degli altri tramite lo schermo di Morkar e di conseguenza il ruolo necessita assoluta correttezza verso gli altri i giocatori.
 I quattro avventurieri sono praticamente i quattro archetipi degli eroi fantasy: il Barbaro, l'Elfo, il Mago ed il Nano. 

 -Il Barbaro è praticamente uno schiacciasassi, avendo più punti vita e potenza di attacco dei quattro personaggi. Questo compensa il fatto di non avere capacità particolari.
-Il Mago al contrario è il fisicamente più debole e fragile, ma può scegliere fra numerose e potenti magie dagli svariati usi.
-L'Elfo è una sorta di via di mezzo, avendo statistiche non eccezionali ma più bilanciate e possedendo una limitatissima scelta di magie.
-Il Nano è invece caratterizzato da una grande resistenza ma può muovere di meno caselle rispetto agli altri personaggi; in compenso possiede la capacità di disattivare le trappole.


 Le caratteristiche dei personaggi possono venire modificate dall'equipaggiamento che include armi, armature e oggetti di varia natura ed utilità, acquistabile fra un'avventura e l'altra o recuperabile a caso con un pò di fortuna nei dungeon. I Mostri hanno caratteristiche simili agli avventurieri, ma in genere con molti meno punti vita per compensarne la superiorità numerica.
 Ogni partita consiste nell'esplorazione di un sotterraneo ed il giocatore che manovra i Mostri leggerà agli altri lo scopo della missione ed il contesto dell'avventura, come riportato sul Libro delle Imprese: starà quindi agli avventurieri scegliere la giusta tattica per uscirne vincitori e sopravvivere ai pericoli ignoti del sotterraneo. Ho detto "ignoti" perchè all'inizio il tabellone sarà vuoto e mostri e pezzi scenici vi verranno posti solo quando essi entreranno nel campo visivo delle miniature: questo significa che i giocatori dovranno effettivamente esplorare il tabellone che si rivela mano a mano, senza mai sapere cosa si potrà celare dietro l'angolo o ad una porta chiusa. Il posizionamento è compito del giocatore che manovra i Mostri, il quale dovrà seguire gli schemi riportati sul Libro delle Imprese. 

Il tabellone
Sebbene la planimetria delle stanze e dei corridoi sia stampata sul tabellone e quindi fissa, grazie alla possibilità di posizionare porte, chiudere corridoi ed arredare le stanze, questo non ostacola il poter creare moltissime combinazioni e quindi sotterranei differenti. Sebbene il Libro delle Imprese possieda un buon numero di missioni collegate fra loro, va da sè che prima o poi esse termineranno ed in previsione di questo è presente una mappa vuota da fotocopiare e creare avventure nuove.
 Come se ciò non bastasse furono in seguito vendute ben sei diverse "espansioni", ovvero scatole più piccole contenenti nuove parti di tabellone, carte, pezzi scenici, miniature e missioni: le prime due vennero tradotte ed importate anche in Italia. Fra quelle inedite sono state incluse miniature di versioni femminili di alcuni avventurieri, come il Barbaro e l'Elfo: Heroquest era un gioco che cercava di essere progressista XD.  Purtroppo non ho mai avuto alcuna espansione.

Fra versioni aggiornate e cloni vari, la produzione di Heroquest andò avanti alcuni anni per poi venire interrotta fra il 1992 ed il 1993, ma il suo ricordo è ancora molto vivo ai giorni nostri, in quanto vanta un piccolo ma molto attivo zoccolo duro di appassionati che ne ha espanso l'universo con materiale aggiuntivo amatoriale. Anche l'Italia fa parte di questo zoccolo duro e dal 1999 esiste questo bellissimo sito dedicato Heroquestgame .

Nell'immagine qui sotto potete vedere i prototipi presentati sulla rivista dell'epoca della GW. 

Ovviamente qui le vedete dipinte da Gesù Cristo in persona.

 Personalmente adoro Heroquest e nonostante io abbia raramente trovato persone con il quale giocarlo, mi ha praticamente fatto scoprire un mondo: le sue miniature sono le prime in assoluto che io abbia mai provato a dipingere e ne rimasi affascinato. Era la fine degli anni 80 e non avevo documentazioni di riferimento, quindi fu una impresa totalmente da autodidatta usando tra l'altro i
materiali sbagliati ma anche gli unici a mia disposizione: i colori a smalto del colorificio sotto casa.  Ogni volta che dovevo cambiare colore, i pennelli dovevano essere puliti nell'acquaragia: una puzza fetente e per questo dipingevo in cantina e mettendoci più fatica che con i colori acrilici, ma restano i miei ricordi più soddisfacenti perchè stavo per la prima realizzando qualcosa di serio, di artigianale.
 Anche se conservo ancora la scatola con il suo contenuto, ben poche delle miniature sono sopravvissute in quanto molte sono state seguito cannibalizzate per customizzare quelle di Warhammer 40K: ogni tanto però ho da anni in mente di rimpiazzarle con miniature moderne, in modo da avere di nuovo il set di Heroquest completo e chissà, forse un giorno lo farò.

3 commenti:

  1. Consiglio caldamente a tutti gli amanti del gioco di visitare il Forum Italiano di Heroquest. L'iscrizione è rapida e gratuita e consente l'accesso a LA FUCINA, il centro delle risorse del Forum e del Portale: centinaia di files tra risorse di ogni genere tra cui questpack, tiles, tasselli, carte, personaggi e molto altro.

    Link > www.heroquestforum.it

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  2. forse conteggiava 47 miniature includendo i mobili + la bilancia .

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    1. Si, come errore suona verosimile quindi potrebbe essere così. Grazie del commento ;)

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