giovedì 14 aprile 2016

La volta che "Zombie" iniziava per "P"



Mi sono reso conto che è passato più di un mese dall'ultima volta che ho scritto qualcosa. Un mese! E' quasi scandaloso, ma nel rassicurarvi che non sono morto oggi parleremo proprio di Non Morti.

 Anche i sassi sanno che "La Notte dei Morti Viventi" di George Romero è stato un caposaldo del genere e che ha fissato nell'immaginario colettivo sia l'immagine moderna dello zombie che del concetto di "Apocalisse" relativa. Il concetto di "Apocalisse Zombie" o comunque "Apocalisse Pandemica" è molto semplice: la civiltà come noi la conosciamo cessa di esistere a causa di una minaccia in costante diffusione, che i governi non riescono ad arginare con conseguente panico della popolazione, che alla fne si riduce a sacche di sopravvissuti.
 Il vero precursore di questo scenario è stato in un certo senso Richard Matheson nel 1954, con il suo libro "Io sono Leggenda", ma prima ancora di Romero ed i suoi Zombie c'è stato un'altro precedente: i Puffi.


No, no state tranquilli e sopratutto mettete giù il telefono perchè 1) Non sono impazzito e 2) Alla Neuro tanto non mi vogliono.
 Tornando ai Puffi, nel 1963 il loro "papà", il fumettista belga Peyo, disegnò la storia intitolata "Il Puffo Nero" che è ad ogni lato pratico l'equivalente di una Apocalisse Pandemica e che precede Romero di cinque anni.
 Nella storia, durante una normalissima giornata dei Puffi, uno di loro si allontana nella foresta per tagliare della legna e mentre è preso dal suo lavoro, viene dolorosamente morso sul codino da una mosca nera: gli effetti di qualsiasi cosa fosse portatrice la mosca sono immediati, rendendo la sua pelle completamente nera e causando una crescita spropositata dei denti, tanto da non permettere più la chiusura della bocca (in alcune versioni le pupille degli occhi assumono un colore rosso acceso), tramutando il nostro sfortunato amico in quello che viene definito un Puffo Nero.

 A parte queste mutazioni fisiche un Puffo Nero si vede ridotta al minimo la propria intelligenza, sostituita da un impulso irresistibile al cacciare altri Puffi, morderli sul codino e trasformarli a loro volta in altri Puffi Neri; un Puffo Nero non è più capace di parlare e l'unico suono che emette è quello delle mascelle che schioccano costantemente, reso con l'onomatopea "Gnap!"
 Nel corso della storia l'epidemia del Puffo Nero inzia a diffondersi a macchia d'olio, costringendo i supersiti a scappare ed a nascondersi, col Grande Puffo che avendo già visto un precedente caso durante la propria giovinezza, tenta di riscoprire la cura utilizzata dai Puffi dell'epoca.
 Alla fine anche se non senza poche difficoltà, ovviamente la cura viene trovata e tutti tornano alla normalità.

La storia è stata ripubblicata con alcune varianti (gli occhi rossi o la pelle viola anzichè nera) ed è stata anche trasposta in animazione, quindi forse a qualcuno di voi tutto ciò sarà suonato familiare.
 Che dire, stavolta posso dire di aver tirato fuori un fatto curioso decisamente inaspettato e speriamo di non ridurmi ad un altro mese prima di scrivere altro... ehm... ciao :P

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