venerdì 31 marzo 2017

Il Videogioco come forma d'Arte?



Potrei scrivere molto su questa diatriba, ma la mia idea al riguardo è piuttosto semplice, quindi sarà un post più corto di quello che ci si potrebbe aspettare.

Piccola premessa: sono un pò latitante in questo periodo ma aldilà dei miei impegni personali in realtà di post io ne scrivo, solo che per un motivo o per l'altro ne rimando sempre la pubblicazione perchè non mi pare il momento giusto o perchè non mi soddisfano in qualche maniera. Anche questo è un post vecchissimo che solo ora mi sono deciso di pubblicare: dovrò decidermi a farlo anche con gli altri.

Videgioco come Arte.
Molti ne sono convinti e dichiarano che lo sia, in quanto il videogioco si è evoluto da semplice scacciapensieri mangiasoldi fino a diventare qualcosa di molto più complesso, variegato e profondo: il fatto che molti videogiochi ormai vantino atmosfere e trame degne di un'opera cinematografica, non può far altro che facilitare l'idea che siano nella stessa lega artistica. Insomma, trama da film, musiche da film eccetera, quindi se la cinematografia è arte allora lo è pure il videogioco, giusto?

Secondo me, no e vi spiego il perchè.

Per come la vedo, c'è una sottile ma profonda differenza tra Arte e videogioco e questa risiede nell'interattività.
Quando noi ammiriamo un quadro, una scultura, osserviamo una fotografia, leggiamo un libro o guardiamo un film, noi siamo spettatori passivi. Noi traiamo emozione dall'Arte, ma per quanto un quadro ci tocchi, un libro ci coinvolga o una canzone ci commuova, l'opera in questione rimane immutabile e non possiamo influire su di essa ma semplicemente subiamo passivamente ciò che l'autore ha infuso nella propria opera (o ciò che noi traiamo da essa). L'Arte è attiva; noi solo passivi fruitori.
 Un videogioco invece è interattivo, progettato per piegarsi (con limiti che variano da gioco a gioco, ovviamente) alla volontà di chi ne fa utilizzo. Specialmente in giochi complessi con diverse scelte e bivi, siamo noi a decidere come varierà la storia; siamo noi che creiamo un personaggio; siamo noi che non restiamo solo passivamente catturati dalla storia, ma la viviamo in modo attivo; siamo noi infine, che non subiamo solo ciò che l'autore ha infuso nell'opera, ma influendo su di essa e sul corso degli eventi vi infondiamo noi stessi. A rifletterci, solo il semplice poter decidere se andare a destra o a sinistra fa crollare la nostra passività come spettatori e non parliamo poi della possibilità di modificare il gioco tramite aggiunte e personalizzazioni amatoriali, cosa che nella Gioconda, l'Urlo o il David non è certo possibile fare.
 Un videogioco è formato da molteplici forme d'Arte ma non è secondo me un'Arte a se stante: anche un film è una amalgama come un videogioco, ma la differenza ancora una volta è sempre quella lì, ovvero che noi di un film siamo solo spettatori passivi.

-Piccola puntualizzazione finale-
 Vorrei specificare che anche se il videogioco non lo considero una forma d'Arte, non significa che io  lo sminuisca perchè nel mio discorso non vi è la minima intenzione a dare o togliere valore a qualcosa: togliamoci dalla testa quel vizio di merda di considerare tutto come una classifica. Il mio discorso riguarda semplicemente una mera definizione data ad una forma di creatività, che quando viene definita "Arte" viene fatto spesso con l'intenzione di renderla "intoccabile" e questo, a parer mio è un concetto errato. Un esempio di questo è il famigerato finale di Mass Effect 3, davanti al quale l'utenza si lamentò tanto che la software house Bioware rilasciò un aggiornamento per modificarlo (non modificando ne risolvendo una ceppa, ma tralasciamo), dove molti criticarono l'utenza parandosi dietro l'assunto che in quanto il gioco forma d'Arte, l'utenza non avevano diritto di chiedere alcun cambiamento in quanto era una espressione degli autori. Quante cazzate che dice la gente.

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