martedì 11 aprile 2017

Filosofeggiare e metafore al cinema... E basta!



Questo sarà un posto molto breve, scritto velocemente e che si può riassumere in una domanda "Ma solo a me ha rotto i coglioni l'uso e l'abuso di fare film dove il tema è solo un pretesto per raccontare altro?"

Ormai è quasi una prassi che non vai più a vedere un film ad esempio di fantascienza e ti becchi l'avventura spaziale o comunque qualcosa di intrattenimento: no, ti becchi un film dove la fantascienza è solo una facciata, una scusa per raccontarti il pippone moralista e filosofico di turno. Vedi il trailer su un ragazzino sfigato che incontra un mostro enorme che sembra Groot dei Guardiani della Galassia e sulle prime dici "wow, interessante: da dove viene fuori il mostro?", ma alla fine del trailer ormai hai capito che il mostro non esiste e che è tutta una metafora per illustrare la difficoltà del bambino verso il fatto che sua mamma è malata terminale... Ma vaffanculo! (tra l'altro se un ragazzino vedesse le cose realmente come le mostrano nel film, avrebbe dei problemi seri e gli servirebbe un aiuto psicologico).
 Ragazzi, che palle! Chiariamo che io non ho niente contro il voler lanciare un messaggio tramite un film, tutt'altro: solo che può essere fatto meglio ed E' STATO fatto meglio in passato.
 Gli zombie di George Romero (e successivamente quelli del fumetto di The Walking Dead) erano il pretesto per mostrare le reazioni degli esseri umani, la morale comune in una situazione disperata. E' la stessa cosa che sto criticando? No, perchè la differenza sta che quelli possono ANCHE essere tranquillamene visti esattamente solo per quello che sembrano: film di zombie.
 Il Gigante di Ferro è una metafora sulla paura, sulla paranoia e sulla capacità di poter scegliere ma il Gigante è vero, non è frutto dell'immaginazione del protagonista ed il film può essere visto ANCHE solo come una bella storia di amicizia e di azione. 
 Potrei andare avanti per molto ma in sostanza è che ora si vogliono fare pipponi moralisti e profondi mascherati da film di altro genere, mentre la maniera giusta dovrebbe essere fare film che trasmettono anche un messaggio. Il recente "Arrival" ed il vecchio "Incontri Ravvicinati del Terzo Tipo" sono un esempio lampante del modo sbagliato e del modo giusto di fare questo.
 
Il discorso vale anche per certi tipi di parodia e di satira, che campa sullo sfruttare vecchi personaggi o vecchi concept come pretesto per fare satira di costume/sociale: anche lì, ormai è pieno di queste cose ma una parodia ha senso se esite come contraltare il suo originale serio. Ed ATTENZIONE, perchè l'errore che viene sempre fatto verso qualcuno che non apprezza questo tipo di show, è partire dal presupposto che costui non lo abbia capito.
 No, non è così. La satira, le motivazioni e quello che vuole trasmettere la si è compresa benissimo, solo che molto semplicemente è qualcosa di talmente inflazionato che di tutto questo ci si è ormai rotti un pò il cazzo. Se uno fa una parodia di He-Man per fare satira sociale, specialmente se disegnata benissimo, il mio primo pensiero è "che palle, sempre la solita satira e chissà come sarebbe venuta bene una serie fantasy vera con quei bei disegni: che spreco".

Insomma, sono davvero l'unico che vorrebbe mettere un freno a questo festival del pretesto gratuito? Giusto quel tanto per ristabilire un equilibrio che al momento non esiste più.

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