domenica 7 dicembre 2014

GIOCHI STELLARI (THE LAST STARFIGHTER)

Con inevitabili Spoilers.




"Congratulazioni Starfighter! Sei stato reclutato dalla Lega Stellare per difendere la frontiera contro Xur e l'armata di Ko-dan! "

E con questa mitica frase, pronunciata dalla voce sintetizzata del cabinato al quale tutti avremmo voluto giocate da ragazzini, vi introduco ad uno dei tanti filmoni della mia infanzia: Giochi Stellari, del 1984.


Giochi Stellari è la storia di Alex Rogan, un ragazzo che vive con la madre vedova ed il fratellino rompicoglioni in uno di quei campeggi permanenti, molto comuni in America. Alex è un ragazzo molto brillante e le sue capacità gli hanno garantito una vita di manutentore/schiavo del campeggio, dove l'età media è di 90 anni e dove il perdere una puntata della propria telenovena preferita è una disgrazia. 

Dannata mangia-soldi!

Considerato che Alex avrebbe aspirazioni astronautiche, ci si potrebbe domandare come non si sia ancora suicidato annegandosi nella fossa biologica del campeggio, ma ci sono due cose che lo tengono a galla: Maggie, l'unico altro essere umano di sesso femminile non catanno del campeggio e Starfighter, il simulatore di caccia spaziale cabinato del baretto.
Alex è bravo a quel gioco, tanto bravo da arrivare alla fine a battere il punteggio record (e la vita nel campeggio è tanto frizzante, che tale evento galvanizza tutti i residenti). 



E qui c'è la svolta, perchè poco tempo dopo Alex viene contattato dal creatore del gioco, Centauri che lo convince a salire sulla sua auto fighissima (scelta che in genere non prometterebbe niente di buono) che sembra uscita da General Daimos. Centauri si rivela un alieno e la sua auto una spider spaziale: il nostro gioviale extraterrestre gli rivela tutto contento di essere una sorta di cacciatore di talenti che utilizza "Starfighter" per selezionare potenziali talenti. Gli dice inoltre che il cabinato è stato mandato sulla Terra per errore, ma poi vedendo il risultato eccezionale di Alex, Centauri si è detto "ma chissene".
 Esattamente come nel videogioco, Alex è stato scelto per combattere a difesa della Frontiera, una barriera sconfinata che separa e protegge i sistemi stellari della Lega dall'Impero di Kodan: dopo millenni la Frontiera si sta però indebolendo e l'Armata di Kodan, guidata dal traditore Xur, sta per attaccare e quindi c'è bisogno dell'abilità degli Starfighter, i leggendari piloti dei caccia spaziali  Gunstar.

Dopo aver praticamente rapito Alex ed aver tentato di consegnarlo alla Lega Stellare come Starfighter dietro lauto compenso (quindi il nostro Centauri è un truffatore, rapitore e pure schiavista XD), Centauri si scontra col ragazzo, che dopo aver visto un comunicato del cattivone Xur, condito di esecuzione tanto per gradire, inizia ad essere stufo ed un tantino incazzato nero della situazione.
E fra gli Starfighter c'è anche Ciutùl! (questa la capiranno solo una manciata di miei amici)

Alex si fa riportare indietro, proprio in tempo per evitare che l'Armata di Kodan lo polverizzi a tradimento assieme alla base della Lega Stellare e tutti gli altri Starfighter presenti. Tuttavia i problemi di Alex non sono finiti: mentre era via, Centauri aveva lasciato una copia androide del ragazzo, che ne ha combinate di tutti i colori. Come se non bastasse, Xur ha scoperto che uno Starfighter è sopravvissuto ed ha mandato dei sicari cazzutissimi a farlo fuori.

Alex viene salvato da Centauri, che colpito a morte riesce a riportarlo su ciò che resta della base della Lega, dove lo aspetta il navigatore rettiloide Crig ed una Gunstar sperimentale e nonostante molti dubbi, Alex accetta di combattere.
Nascondendosi dentro un asteroide ed attaccando l'armata alle spalle, Alex e Crig fanno a pezzi la retroguardia e riescono a distruggere la nave madre che coordina tutti i restanti caccia di Kodan, i quali fanno una bruttissima fine venendo spazzati via dall'attacco finale della Gunstar: il "Fiore della Morte"

Alla fine Alex decide di rimanere per ricostruire la Legione degli Starfighter, assieme anche al redivivo Centauri, ma non prima di essere tornato sulla Terra a prendere la sua Maggie.

Giochi Stellari è stato il secondo film ad utilizzare su larga scala la Computer Grafica, realizzando al computer la Star-Car di Centauri in volo, la Base della Lega e tutte le astronavi: il risultato è ancora oggi godibile, ma con textures moderne penso che non avrebbe molto da invidiare ad un film odierno.



La Gunstar è uno dei caccia spaziali più fighi che abbia mai visto, ben oltre il più famoso X-Wing che a confronto è una bagnarola. Oltre a possedere un arsenale terrificante, la caratteristica principale del caccia è che il sedile del pilota può ruotare sui 360° sferici e tutte le armi con lui, per seguire il nemico senza dover cambiare necessariamente rotta o esporsi.
Non ultimo dettaglio, l'arma esclusiva della Gunstar di Alex: il Fiore della Morte. Praticamente la Gunstar dispiega una serie di piccoli cannoni laser aggiuntivi ed inizia a ruotare come una trottola sparando all'impazzata con quelli e tutte le armi rimanenti, scaricando una pioggia di distruzione in tutte le direzioni.

Tutta questa tecnologia e nemmeno un sacchetto per vomitare

Il film fu un successo commerciale e francamente non me ne stupisco: sebbene semplice, la trama fa leva sia sui videogiochi che sulla facile identificazione fra il pubblico giovane ed il protagonista Alex Rogan. Da non dimenticare anche un buon corredo di personaggi di contorno, come Centauri, Crig e lo sboccato fratellino di Alex, che contribuiscono  dare carattere e simpatia alla pellicola. 
Inoltre, penso che molti di voi avranno storto il naso davanti al finale di molti film, dove il protagonista rinuncia a tutto per tornare indietro ad essere un pirla qualsiasi: Giochi Stellari invece è uno di quelli dove il protagonista praticamente dice "Ma vaffanculo, io resto qua e faccio l'eroe, altrochè!" e questo non è poco, signori miei XD
La grafica del videogioco
Se la voce di Alex vi suona familiare, sappitate che è di Teo Bellia, che ha doppiato Michael j.Fox in Ritorno al Futuro.
Il film usci poco dopo la devastante crisi dell'industria videoludica del 1983, che purtroppo fece abbandonare il progetto di una esatta (e costosa) riproduzione del cabinato del film destinato alle sale giochi, nonostante la realizzazione fosse già in fase molto avanzata: la crisi durò fino al 1985, quando il mercato si risollevò grazie alla Nintendo.

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