Nel corso degli anni, parlando dei robottoni nagaiani ho spesso citato Gosaku Ota, il quale ha un grosso merito per quel che riguarda questi personaggi.
Nel corso degli anni, parlando dei robottoni nagaiani ho spesso citato Gosaku Ota, il quale ha un grosso merito per quel che riguarda questi personaggi.
Nel 1986 i Transformers arrivarono al cinema con un filmone da colossal, che fungeva da passaggio fra la seconda serie e la terza che sarebbe stata prodotta immediatamente dopo.
Quello che succede in questo film è ormai piuttosto conosciuto, ma se non siete particolarmente fan dei Transformers e non avete mai visto questo film, siete avvisati che ci saranno ovviamente spoiler a profusione.
Come immagino saprete, durante la mitica era vintage dei mitici anni 80, He-Man e Skeletor ebbero alcune varianti delle rispettive figure base, ognuna delle quali aveva una funzione particolare.
La prima variante fu la Battle Armor, ovvero un'armatura toracica che grazie ad una funzione a molla mostrava danni progressivamente più gravi al petto quando veniva toccata in quel punto; questa funzione fu applicata sia ad He-Man che a Skeletor, ma era giunto il momento di inventare varianti nuove e questa volta ogni personaggio avrebbe avuto una funzione (o gimmick) individuale.
Per He-Man fu creata la versione "Pugno di Tuono", la quale grazie ai tappini rossi usati nelle pistole giocattolo, generava un forse scoppio quanto al pupazzetto veniva fatto tirare un pugno.
Per Skeletor invece ci furono alcune idee ed una di queste fu proprio "Skeletor Smoke and Chains"*, che per poco venne messo in produzione.
Questo Skeletor aveva delle catene ma la sua gimmick consisteva in una pompetta sul retro che andava caricata a polvere di talco, la stessa usata per i bambini: azionanto la pompetta, dalla mano di Skeletor il talco veniva emesso il talco in maniera da simulare fumo o nebbia.
Ok, tutto a posto ed anche piuttosto figo direte voi.
Lo avrei detto anche io.
Alla Mattel però questo Skeletor aveva qualcosa che non convinceva qualcuno, nello specifico Matt Arriola, uno dei principali designer assegnati ai Masters. Colpito probabilmente da una sorta di intuizione prese un accendino, lo mise davanti al prototipo di "Skeletor Smoke and Chains" ed azionò la pompetta: il getto polverizzato di talco immediatamente prese fuoco, creando una fiammata di almeno mezzo metro se non di più.
Con lo sguardo pallato stile Fantozzi, Arriola corse a notificare la colossale magagna a chi di dovere con obbligatoria dimostrazione.
Fu deciso di creare una nuova variante stavolta tassativamente innocua, incarico che venne affidato proprio ad Arriola e ad un collega: mantennero alcune idee come la presenza delle catene e che sparasse qualcosa ed alla fine uscì fuori "Skeletor Drago Spruzzaveleno", che emetteva semplice acqua dal piccolo drago aggrappato alla sua schiena, che fu poi la variante che entrò in commercio ed avemmo anche noi qui in Italia.
Che dire, non nascondo come l'idea di uno Skeletor che potesse funzionare come effettivo lanciafiamme non abbia una certa attrattiva, però cazzo.... Meno male che Arriola se ne accorse, altrimenti sarebbe esploso un casino tale da non escludere la possibilità di una prematura chiusura della linea Masters.
*"Skeletor Nebbie e Catene" non è come avrete capito la traduzione giusta: è semplicemente un mio libero adattamento su una ipotetica possibile versione italiana del nome"